Diario canario / 5

tramonto Fuencaliente

Arrivederci

“Ritorno” non è soltanto percorrer l’andata a ritroso, in un succedersi di controlli, voli, scali e partite a scacchi per ingannare l’attesa. È puntare lo sguardo verso casa, verso il consueto, senza più l’emozione dell’incognita, ma carichi di ricordi.

Partita a scacchi giganti in attesa di imbarcarsi sul primo volo del ritorno (per la cronaca, sono convinto che Babak mi abbia lasciato vincere).
Partita a scacchi giganti in attesa di imbarcarsi sul primo volo del ritorno (per la cronaca, sono convinto che Babak mi abbia lasciato vincere).

È andata come pensavo? No, e meno male: maledetto il viaggio in cui tutto va secondo i piani.
Avevo progetti, che in parte ho dovuto abbandonare, e avevo aspettative, che in parte sono state disattese. Ma, per fortuna, avevo con me anche un pizzico di serendipità, grazie alla quale il mio ritorno è stato più carico di quanto potessi sperare. Il difficile, ora, diventa mettere a frutto l’esperienza.

Anche nel nord Italia il cielo non è buio, ma per tutt’altro motivo. Con l’illuminazione artificiale, qui cerchiamo di far assomigliare il dì alla notte e chiamiamo questo spreco col nome di civiltà. Qualche sera fa, alla Notte dei Ricercatori, ho alzato lo sguardo cercando di individuare le stelle visibili a occhio nudo dal centro di Torino: ne ho contate otto. La mia (vana) speranza è di non esser più obbligato a viaggiare migliaia di chilometri per poter assistere nuovamente allo spettacolo di cui sono stato testimone a Roque De Los Muchachos, quando anche chi come me racconta il cielo per mestiere e passione resta spaesato, faticando a riconoscere le costellazioni perché ci sono troppe stelle.

Le saline di Fuencaliente e Venere al crepuscolo.
Le saline di Fuencaliente e Venere al crepuscolo.

Canon 6D
Samyang 24 mm f/1.4
ISO 3200, 15 s, f/2.8
Panorama di 5+5 scatti verticali
Scattata alle ore 21:05 WEST ca. del 26-09-2016

A più alta risoluzione qui.

Per quanto bella o tecnicamente perfetta, nessuna fotografia può sostituire l’esperienza. Nessuna immagine può restituirmi la reale sensazione di essere là, osservato da una miriade di stelle, con il vento (TANTO vento) che porta con sé il profumo del mare e il rumore della risacca. Purtroppo le sensazioni sbiadiscono presto e sfumano come il cielo al chiarore dell’alba, lasciando solo un ricordo diafano.
Allora, una fotografia mi aiuterà a realizzare che io là ci sono stato davvero, che è proprio come mostra l’immagine, anzi: meglio. Una fotografia mi aiuterà a richiamare alla memoria particolari che credevo perduti, dimenticati e sepolti sotto la coltre degli sforzi quotidiani che si accumulano uno sull’altro.
Una fotografia mi aiuterà a rivivere questo viaggio.

Il faro di Fuencaliente.
Il faro di Fuencaliente.

Canon 6D
Samyang 24 mm f/1.4
ISO 3200, 15 s, f/2
Panorama di 3 scatti verticali
Scattata alle ore 21:40 WEST ca. del 26-09-2016

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