RTFM

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Tra gli addetti ai lavori il problema è già noto da tempo, ma ne divenni cosciente per la prima volta agli inizi del nuovo secolo.

Tutto cominciò quando mi trovai a dover scegliere un nuovo apparecchio portatile per le telecomunicazioni, dopo che un disassemblaggio rapido non programmato aveva reso inutilizzabile il precedente facente funzioni. Nella gara a scegliere l’esemplare di cellulare con il miglior rapporto qualità prezzo (che, come tutti sanno, s’impenna facendo tendere a zero il denominatore) la scelta cadde su di un esemplare Nokia.

Che succede quando si cambia marca di un apparecchio? Tipicamente il primo impatto è di straniamento: un oggetto familiare, la cui funzione è nota – o dovrebbe esserlo – si rivela essere in pratica qualcosa di inutilizzabile. Nella fattispecie, il mio cruccio maggiore riguardava una funzione a dir poco fondamentale, ovvero la combinazione di tasti per il blocco della tastiera. La faccenda doveva aver assunto proporzioni epiche, tanto che mia sorella, mossa a suprema compassione, mi mostrò con modi garbati la soluzione.

Sarebbe stato tutto molto più semplice, se nella confezione ci fossero state le istruzioni. Invece no. Al contrario di altri marchi, Nokia non forniva guide, salvo uno striminzito foglietto in cui si mostrava come togliere la batteria e inserire la SIM nell’apposito alloggiamento. Tante grazie.

(I più arguti tra i lettori di queste righe avranno notato che, risolto il dilemma, se ne presentava subito un altro: come faceva mia sorella a conoscere la soluzione? La risposta fu che lo sapevano tutti, era vox populi. Evidentemente ogni adolescente del pianeta – tranne il sottoscritto – aveva già posseduto un cellulare Nokia in precedenza. Ma da dove proveniva l’informazione iniziale? Boh, su internet. A quel punto mi sono immaginato un manipolo di nerd sfigati intenti a sperimentare ogni combinazione possibile da tastiera solo per poterla postare prima degli altri su di un oscuro gruppo Usenet.  Osserviamo un istante di silenzio per i martiri che, in questa ricerca, si sono imbattuti nella shortcut per l’autodistruzione.)

In tutto ciò, ammetto che il problema sia in buona parte mio. Io e pochi altri, infatti, facciamo parte della ristretta cerchia di Coloro che leggono i manuali.

Per chi ormai non ne serba che vaga memoria, il manuale delle istruzioni è quell’oggetto – solitamente in formato cartaceo – che rappresenta il 99,86% della massa totale dell’imballaggio; e come tale è trattato, venendo smaltito il più velocemente possibile attraverso i canali della nettezza urbana (in questo senso rappresentano un’eccezione le istruzioni per l’assemblaggio del mobilio Ikea e i bugiardini dei farmaci, questi ultimi presi d’assalto dagli ipocondriaci al solo scopo di attribuirsi il maggior numero possibile di patologie tra quelle elencate alla voce “effetti collaterali”).

Eppure un tempo le guide erano fondamentali. Nell’epoca in cui la schermata iniziale di un sistema operativo era costituita da un paio di simboli su di un monitor altrimenti completamente nero, ci si aggrappava alle pagine scritte dei manuali come naufraghi al legno marcio della Medusa; oggi invece basta che il dito bavoso del pargolo di turno incontri casualmente un’icona a colori ipersaturi sullo schermo del nostro tablet per fare di lui un nativo digitale. E senza neanche saper leggere.

Certamente gli sforzi fatti per rendere più user friendly l’informatica – e non solosono encomiabili, e  hanno contribuito a rendere meno fondamentali i corposi manuali delle istruzioni di elettrodomestici et similia (con sentiti ringraziamenti da parte della Foresta Amazzonica); in certi casi, alla carta si è sostituito il formato elettronico, mentre in alcune circostanze sono stati del tutto eliminati, seguendo il precedente della multinazionale finlandese.

Detto ciò, vi sono circostanze in cui essi sono ancora necessari. Di seguito propongo un breve elenco di motivi per cui leggere un manuale, un libretto delle istruzioni, o anche delle semplici faq su un sito può essere utile. E, in alcuni casi, giovare anche alla salute.

(le divinità della divulgazione mi perdonino per aver usato i bullet points)

  • Vi rende istruiti. Pare scontato, ma vorrei ribadire una sottigliezza che sembra sfuggire ai più. Se essere sorpresi a leggere una guida può mostrare all’universo mondo la vostra ignoranza in materia, il non farlo vi lascerà effettivamente gli ignoranti che siete.
  • Vi rende più fighi. (non sto parlando di avvenenza fisica, beninteso). Venire a capo di un problema irrisolto vi farà apparire dei guru dell’argomento, anche se la soluzione si trovava a pagina 2 del manuale.
  • Fa risparmiare tempo. Domandare a qualcuno la soluzione di un problema spesso richiede più fatica che trovarsela da sé. Molto probabilmente ciò che cercate si trova già nelle istruzioni d’uso dell’apparecchio. Sfogliare il manuale farà risparmiare un sacco di tempo, soprattutto al poveretto che assillate in continuazione.
  • Fa bene alla salute.  Rispondere “sì, ma non le ho lette” alla domanda “non ha visto le faq?” potrebbe non essere una buona idea, specialmente se il vostro interlocutore è colui che le ha scritte, dedicandoci giorni interi in modo che fossero il più possibile chiare ed esaustive. La presenza di oggetti appuntiti e/o contundenti nelle vicinanze potrebbe minare seriamente il vostro stato di salute, facendovi vincere un weekend in un reparto d’ospedale a sua scelta.

Per cui siate intelligenti, siate come Bill: rtfm.

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2 thoughts on “RTFM

  1. juhan 1 febbraio 2016 / 19:16

    Una calorosa stretta di mano, anzi un abbraccio.
    Sapessi… io venivo sgridato perché i manuali me li portavo a casa (e a volte li dimenticavo).
    E di AWK (e altri) mi facevo le fotocopie.
    Bei tempi (ero giovane).

    Mi piace

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