Il primo d’altri mondi

51PegbInfo

Esattamente 20 anni fa, il 6 ottobre 1995, un articolo su Nature annunciava la scoperta del primo pianeta extrasolare: 51 Pegasi b, un pianeta gioviano in orbita stretta attorno a una stella di sequenza principale a 48 anni luce di distanza dalla Terra.

Quella prima scoperta ha dato il via a diverse missioni di osservazione del cielo sia da terra che dallo spazio con satelliti appositamente progettati, e ad oggi conosciamo quasi 2000 pianeti in orbita attorno a stelle diverse dal Sole.
Un numero certamente destinato ad aumentare, se si pensa che le analisi in corso dei dati dalla missione Kepler hanno evidenziato la possibile presenza di altri 3000 esopianeti, tutti in attesa di conferma da parte di osservazioni indipendenti. Per un guasto al sistema di puntamento, Kepler non è più operativo dal 2013, ma una nuova generazione di satelliti (come PLATO e CHEOPS) è pronta a raccoglierne l’eredità.

Vent’anni fa, ci si domandava se all’interno della Via Lattea sistemi planetari come il nostro fossero una rarità, oggi sappiamo che i pianeti sono comuni e se ne stimano diversi miliardi nella nostra galassia.

Eppure, nonostante le stime ottimistiche e alcuni proclami altisonanti, a oggi non abbiamo ancora trovato un vero e proprio gemello della Terra. Questo, forse, causa dei limiti tecnici e tecnologici che affliggono osservazioni così complesse: abbiamo bisogno di strumenti più precisi e tecniche ancor più sofisticate, e queste arriveranno con le nuove missioni, realizzate a partire da un’esperienza ventennale nella caccia ai pianeti extrasolari.
Insomma, probabilmente siamo sulla buona strada.

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