Kepler 444 e i “sosia” della Terra

Crediti: Tiago Campante, University of Birmingham, UK

Quest’oggi, un articolo apparso sull’Ansa annunciava la scoperta di un particolare sistema planetario attorno alla stella denominata Kepler 444. Questo il titolo del lancio:

Scoperto un sistema solare con 5 ‘sosia’ della Terra
Potrebbe dimostrare che la vita nel cosmo è antichissima

E dire che, giusto qualche giorno fa, avevo scritto come ad oggi non si conoscano pianeti come la Terra, etc, etc etc… un tempismo perfetto. Sono i tipici casi in cui uno è molto felice di essersi sbagliato.

Poi però, come spesso accade leggendo l’articolo, i titoloni vengono fortemente ridimensionati. Se in più uno va a scorrere altri siti, o va addirittura a leggersi l’articolo originale (in inglese), capisce che alcune cose sono proprio errate.

Sì, attorno alla stella Kepler 444 sono stati scoperti 5 pianeti rocciosi, ma no, non sono sosia della Terra.
Intanto hanno orbite decisamente strette – il più lontano dista da Kepler 444 molto meno di quanto non disti Mercurio dal Sole, motivo per il quale sono stati scoperti nonostante siano leggermente più piccoli del nostro pianeta. Vero è che Kepler 444 è una stella più piccola e meno luminosa del Sole, ma questa estrema vicinanza fa sì che su quei pianeti il clima sia piuttosto rovente.
In più, nell’articolo si legge che la stella principale ha una compagna, e pianeti formatisi in sistemi binari hanno molto spesso orbite instabili. Questo potrebbe portarli a essere espulsi dal sistema stellare, o a cadere su uno dei due astri. In ogni caso, non una bella fine.

Riassumendo, Kepler 444 è un sistema planetario dove sono stati pianeti di tipo terrestre in orbita stretta, come già se ne conoscono a decine.

Dove starebbe, allora, la notizia? A ben guardare, nascosta nelle pieghe del sottotitolo dell’articolo.
Kepler 444 è una stella vecchia: ha un’età di circa 11 miliardi di anni, il doppio del Sistema Solare. Stelle così vecchie si sono formate da nebulose contenenti pochi elementi pesanti, per cui sembrava improbabile che attorno ad esse potessero formarsi pianeti di tipo terrestre. La scoperta di questo sistema planetario mostra invece che si possono trovare pianeti rocciosi anche attorno a stelle particolarmente vecchie, fatto che – in effetti – potrebbe in qualche modo consentire la comparsa di vita prima di quanto si pensasse in precedenza.

Forse, il titolo

Ehi, non abbiamo trovato la vita, ma cinque pianeti rocciosi riarsi in orbita attorno a una stella vecchia, e questo è un piccolo tassello in più per cercare di capire meglio ciò che ci circonda

avrebbe “venduto” di meno, ma sarebbe stato più veritiero.
Di certo è troppo lungo.

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